“Né bianco né nero”

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Domenica scorsa, la seconda di Pasqua, c’è stato il ritiro dei bambini che le prossime settimane riceveranno per la prima volta la Comunione nella mia Parrocchia. In un momento di karaoke “autogestito”, due delle mie bambine hanno cantato convintissime una canzone che non conoscevo: ieri una di loro mi ha portato un foglio con il testo… Mi sono sciolto! ;oP

Ecco:
Ne tuo ne mio

Si tratta di una canzone dello Zecchino d’Oro del 1992: più o meno quei bambini ora hanno la mia età!
Ecco qui il video con il testo:

 

NÉ BIANCO NÉ NERO
Testo e Musica: A. e F. Testa, 1992

Ne tuo ne mio

Il sole la mattina
Pian piano allegramente mi apre gli occhi,
Auguri, auguri, auguri
Comincia un nuovo giorno per me…
Qualcosa sarà facile
Invece qualcosaltro mica tanto
Se permetti mentre canto
Io penso a te…

Rit.:
Ne tuo ne mio

E mentre io mi sveglio
In Cina ed in Australia vanno a letto,
Auguri, auguri, auguri
E qualche sogno d’oro verrà…
Sui monti e sugli oceani,
Su tutti gli animali e sulla gente
La tua luce eternamente risplenderà…

Rit.:
Ne tuo ne mio

Nessuno è mai
Mai da solo
Nessuno è mai
Sulla terra
E chi non ha
Tanti amici
So che almeno uno, almeno uno ce l’ha…

Rit.:
Ne tuo ne mio

Oh… Né tuo né mio ma solo Dio!


Buona Pasqua! … “Regina coeli, laetare!”

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La mia presenza sul web è sempre un po’ saltuaria, ma ritornando da queste parti desidero augurare a tutti i visitatori una buona Pasqua (oggi continua ad essere Pasqua: perché limitare la gioia ad un solo giorno?).

Accludo agli auguri un video trovato su YouTube che mi ha fatto scoprire una versione solenne del “Regina Coeli” gregoriano (che trovo bello già da sé): eccola (con testo latino e consueta traduzione in italiano, questa volta non letterale).


Regina coeli laetare, alleluja:
Quia quem meruisti portare, alleluja,
Resurrexit, sicut dixit, alleluja!
Ora pro nobis Deum, alleluja!
Regina del cielo, rallegrati, alleluia:
Cristo, che hai portato nel grembo, alleluia,
È risorto, come aveva promesso, alleluia!
Prega il Signore per noi, alleluia!

Amaral - “Perdóname”

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Non potevo ritornare senza presentare qualche altro brano di “Amaral“. Su questo mio sito potete trovare altre informazioni: per altre notizie su questo mitico gruppo, potete dare uno sguardo su Wikipedia o direttamente sul loro sito ufficiale. Se siete in cerca di “chicche”, allora l’”UnOfficial Website” fa al caso vostro.

Qui vi presento in video, letras e testo tradotto un brano dal loro ultimo album, “Gato negro - Dragón rojo“: “Perdóname“.

 

 

Perdóname
por todos mis errores
por mis mil contradicciones
por las puertas que crucé.

Discúlpame
por quererte igual que antes
y por no poder callarme
ni siquiera hoy lo haré.

Hay demasiados
corazones sin consuelo
es demasiado frío este momento
cuando siento que te pierdo.

Entiéndeme
por todas mis locuras
fueron la mitad más una
de las que te he visto hacer.

Discúlpame
si te duele lo que veo
demasiados buitres negros.
Tú eres demasiado bueno para ellos
tú eres demasiado bueno para ellos.

Perdonami
per tutti i miei errori
le le mie mille contraddizioni
per le porte che ho attraversato.

Scusami
per amarti come prima
e per non poter tacere
e neppure oggi lo farò.

Ci sono troppi
cuori senza consolazione
è troppo freddo questo momento
quando sento che ti perdo.

Comprendimi
per tutte le mie pazzie
erano la metà più una
di quelle che ti ho visto fare.

Scusami
se ti fa male quel che vedo
troppi avvoltoi neri.
Tu sei troppo buono per loro
tu sei troppo buono per loro.

 

Mariza - “Há palavras que nos beijam”

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Mariza (Marisa dos Reis Nunes) è probabilmente la più grande fadista moderna, degna raccoglitrice dell’eredità di Amália Rodrigues.

Rimandandovi al suo sito internet per maggiori informazioni ed agli altri miei post sulle sue canzoni, qui propongo un brano dall’album “Transparente“, del 2005.

 

 

Há palavras que nos beijam
Como se tivessem boca.
Palavras de amor, de esperança,
De imenso amor, de esperança louca.

Palavras nuas que beijas
Quando a noite perde o rosto;
Palavras que se recusam
Aos muros do teu desgosto.

De repente coloridas
Entre palavras sem cor,
Esperadas inesperadas
Como a poesia ou o amor.

(O nome de quem se ama
Letra a letra revelado
No mármore distraído
No papel abandonado.)

Palavras que nos transportam
Aonde a noite é mais forte,
Ao silêncio dos amantes
Abraçados contra a morte.

Ci sono parole che ci baciano
Come se avessero bocca.
Parole d’amore, di speranza,
Di immenso amore, di speranza folle.

Parole nude che baci
Quando la notte perde il suo volto;
Parole che sono rifiutate
Alle mura della tristezza.

D’improvviso colorate
Fra le parole senza colore,
Attese impreviste
Come la poesia o l’amore.

(Il nome di chi si ama
Lettera a lettera rivelato
Sul marmo distratto,
Sulla carta abbandonata.)

Parole che ci trasportano
Là dove la notte è più forte,
Al silenzio degli amanti
Abbracciati contro la morte.

 

El Canto del Loco - “Peter Pan”

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…Ed oggi ho dato un’occhiata alla lista dei brani più popolari in Spagna elaborata dall’emittente “Los 40 Principales”.
In effetti è da un po’ che ascolto “Peter Pan” con interesse, dall’ultimo, premiatissimo album del gruppo El Canto del Loco dal titolo “Personas”: mi piace e, anche se il ritmo è piacevolmente da teen-ager, la canzone non è assolutamente banale…

 


Il video originale si può vedere su Youtube cliccando qui.

 

Un día llega a mí la calma,
mi Peter Pan hoy amenaza,
aquí hay poco que hacer.
Me siento como en otra plaza
en la de estar solito en casa,
¿será culpa de tu piel?

Será que me habré hecho mayor
o que algo nuevo
ha tocado este botón
para que Peter se largue.

Y tal vez viva ahora mejor,
más a gusto y más tranquilo
en mi interior.
Que Campanilla
te cuide y
te guarde.

A veces gritas desde el cielo
queriendo destrozar mi calma,
vas persiguiendo como un trueno
para darme ese relámpago azul.

Ahora me gritas desde el cielo
pero te encuentras con mi alma,
conmigo ya no intentes nada,
parece que el amor me calma,
me calma.

Si te llevas mi niñez,
llévate la parte
que me sobre en mí.
Si te marchas, viviré
con la paz que necesito
y tanto ansié.

Pasó un buen día
junto a mí y
parecía que quería quedarse aquí.
No había manera de echarle.

Si Peter no se quiere ir,
la soledad después
querrá vivir en mí.
La vida tiene sus fases,
sus fases.

A veces gritas desde el cielo
queriendo destrozar mi calma,
vas persiguiendo como un trueno
para darme ese relámpago azul.

Ahora me gritas desde el cielo
pero te encuentras con mi alma,
conmigo ya no intentes nada,
parece que el amor me calma.
Aaah aaah.

Y a veces gritas desde el cielo
queriendo destrozar mi calma,
vas persiguiendo como un trueno
para darme ese relámpago azul.

Ahora me gritas desde el cielo
pero te encuentras con mi alma,
conmigo ya no intentes nada,
parece que el amor me calma,
me calma.

Cuando te marches creceré,
recorriendo tantas partes
que olvidé.
llegó mi tiempo
y ya lo ves,
tengo paz y es
el momento de crecer,
si te marchas, viviré
con la paz que necesito
y tanto ansié.

Espero que no vuelva más,
que se quede tranquilito como está,
que él ya tuvo bastante.
Fue un tiempo para no olvidar,
la zona mala quiere ahora descansar.
Que Campanilla
te cuide…
y te guarde.

Un giorno mi arriva la calma,
il mio Peter Pan oggi minaccia,
qui c’è poco da fare.
Mi sento come in un altro luogo
come stare da solo in casa,
sarà colpa della tua pelle?

Sarà che son diventato grande
o che qualcosa di nuovo
ha premuto questo bottone
per far in modo che Peter se ne vada.

E forse ora vivo meglio,
più a mio agio e più tranquillo
dentro di me.
Che Campanellino
si prenda cura di te
e ti aiuti.

A volte gridi dal cielo
desiderando distruggere la mia calma
insegui come un tuono
per darmi quel lampo blu.

Adesso mi gridi dal cielo
ma ti imbatti nella mia anima,
con me non ci provi più,
sembra che l’amore mi calma,
mi calma.

Se ti porti via la mia fanciullezza,
prenditi la parte
che avanza in me.
Se te ne vai, vivrò
con la pace di cui ho bisogno
e che tanto ho atteso.

Ha passato un buon giorno
insieme a me e
sembrava che volesse restare qui.
Non c’era modo di cacciarlo.

Se Peter non se ne vuole andare,
la solitudine poi
vorrà vivere in me.
La vita ha le sue fasi,
le sue fasi.

A volte gridi dal cielo
desiderando distruggere la mia calma
insegui come un tuono
per darmi quel lampo blu.

Adesso mi gridi dal cielo
ma ti imbatti nella mia anima,
con me non ci provi più,
sembra che l’amore mi calma.
Aaah aaah.

A volte gridi dal cielo
desiderando distruggere la mia calma
insegui come un tuono
per darmi quel lampo blu.

Adesso mi gridi dal cielo
ma ti imbatti nella mia anima,
con me non ci provi più,
sembra che l’amore mi calma,
mi calma.

Quando andrai crescerò,
ripercorrendo tante parti
che ho dimenticato.
È arrivato il mio tempo
e già lo vedi,
ho la pace ed è
il momento di crescere,
se te ne vai, vivrò
con la pace di cui ho bisogno
e che tanto ho atteso.

Spero che non torni più,
che resti tranquillo com’è ora,
perché ha già avuto abbastanza.
È stato un tempo da non dimenticare,
la zona cattiva ora vuole riposare.
Che Campanellino
si prenda cura di te…
e ti aiuti.

 

…Tutt’altro che da teen-ager… o sbaglio?

La Oreja de Van Gogh - “Inmortal”

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Dopo il cazzotto nello stomaco della canzone oggi pubblicata, ritorno alla carica con un altro brano de La Oreja de Van Gogh, sempre dall’album “A las cinco en el Astoria”: “Inmortal”.

 

 

Tengo aquí bajo el vestido
bien escondiditos
tus besos malditos,
mariposas que al alba
de regreso a casa
se venían conmigo.
Yo tengo aquí bajo la cama
cada madrugada
que la deshicimos,
tengo tantas cosas y
ninguna está en su sitio.
Ho qui sotto il vestito
nascosti ben bene
i tuoi baci maledetti
farfalle che all’alba
di ritorno a casa
venivano con me.
Io ho qui sotto il letto
ogni mattina
che abbiamo disfatto,
ho tante cose e
nessuna sta al suo posto.
Tengo aquí dentro de un vaso
la primera ola
de aquella mañana
tengo en uno de mis rizos
el ritmo del tango
que siempre bailabas.
Yo tengo escrito en un suspiro
aquellas palabras
que nunca dijimos,
tengo tantas cosas y
ninguna está en su sitio.
Ho qui dentro un bicchiere
la prima onda
di quella mattina
ho in uno dei miei ricci
il ritmo del tango
che sempre ballavi.
Io ho scritto in un sospiro
quelle parole
che mai abbiamo detto
ho tante cose e
nessuna sta al suo posto.
Después de ti entendí
que el tiempo
no hace amigos,
que corto fue al amor
y qué largo el olvido.
Dopo di te ho capito
che il tempo
non fa amici,
che breve è stato l’amore
e che lungo l’oblio.
Seré tu luz,
seré un disfraz,
una farola
que se encienda al pasar,
cualquier mariposa,
la estrella polar
que viene sola
y muy solita se va
seré el sabor
de un beso en el mar,
un viejo proverbio
sobre cómo olvidar,
seré inmortal
porque yo soy tu destino.
Sarò la tua luce,
sarò un costume,
un faro
che si accende passando,
una farfalla,
la stella polare
che viene da sola
e tutta soletta se ne va
sarò il sapore
di un bacio nel mare,
un vecchio proverbio
su come dimenticare,
sarò immortale
perché io sono il tuo destino.
Tengo aquí
bajo mi almohada
tu fotografía
frente a Santa Clara
dice más que mil palabras
y yo le contesto
que también te amaba.
Yo tengo abierta la ventana
porque así se escapa
el tiempo sin verte,
tengo tantas cosas,
tengo todas en mi mente.
Ho qui
sotto il mio cuscino
la tua fotografia
di fronte a Santa Clara
dice più di mille parole
e io le rispondo
che anch’io ti amavo.
Io tengo aperta la finestra
perché così scappa
il tempo senza vederti,
ho tante cose,
le ho tutte nella mia mente.
Después de ti entendí
que el tiempo
no hace amigos
que corto fue el amor,
y qué largo el olvido.
Dopo di te ho capito
che il tempo
non fa amici,
che breve è stato l’amore
e che lungo l’oblio.
Seré tu luz,
seré un disfraz,
una farola
que se encienda al pasar,
cualquier mariposa,
la estrella polar
que viene sola
y muy solita se va.
Seré el sabor
de un beso en el mar,
un viejo proverbio
sobre cómo olvidar,
Seré inmortal…
Sarò la tua luce,
sarò un costume,
un faro
che si accende passando,
una farfalla,
la stella polare
che viene da sola
e tutta soletta se ne va
sarò il sapore
di un bacio nel mare,
un vecchio proverbio
su come dimenticare,
sarò immortale…
Seré ese lunar
que adorne tu piel,
una paloma
cerca de donde estés,
un golpe de suerte,
el café de las tres,
alguna mirada
que te haga enloquecer.
Seré la voz
que avise en el tren,
un presentimiento
de que todo irá bien,
seré inmortal - uoo
seré inmortal - uooo
seré inmortal…
porque yo soy tu destino.
Sarò quel neo
che adorna la tua pelle,
un colombo
vicino a dove sei,
un colpo di fortuna,
il caffè delle tre,
uno sguardo
che ti fa impazzire.
Sarò la voce
che avvisa del treno,
un presentimento
che tutto andrà bene,
sarò immortale - uoo
sarò immortale - uooo
sarò immortale…
perché io sono il tuo destino.
Uuu shalala
Uuu shalala
Uuu lu
Uuu shalalaUuu shalala
Uuu lu

 

…Non sarà impegnata come l’altra canzone, ma - almeno come musica - è bella, no?

La Oreja de Van Gogh - “Jueves”

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Come previsto, ricomincio con i video musicali, con testi originali e tradotti.

Oggi vi propongo “Jueves“, cioè “Giovedì“, brano del gruppo spagnolo La Oreja de Van Gogh, di San Sebastián (Donostia), pubblicato nell’album “A las cinco en el Astoria“.

A detta degli autori, “Jueves es una historia de amor sobre la que nunca hubiéramos querido escribir“, “Jueves è una storia d’amore sulla quale mai avremmo voluto scrivere”: la canzone è infatti dedicata alle vittime degli attentati di Madrid dell’11 marzo 2004.

 

Si fuera más guapa
y un poco más lista,
si fuera especial,
si fuera de revista,
Tendría el valor
de cruzar el vagón
y preguntarte quién eres.
Te sientas enfrente
y ni te imaginas
que llevo por ti
mi falda más bonita
Y al verte lanzar
un bostezo al cristal
se inundan mis pupilas.
Se fossi più bella,
e un poco più furba,
se fossi speciale,
se fossi da rivista,
avrei il coraggio
di attraversare il vagone
e chiederti chi sei.
Ti siedi di fronte
e neanche immagini
che porto per te
la mia gonna più bella
e vedendoti lanciare
uno sbadiglio al vetro
si inondano le mie pupille.
Y de pronto me miras,
te miro y suspiras,
Yo cierro los ojos,
tú apartas la vista
Apenas respiro,
me hago pequeñita
e me pongo a temblar.
E all’improvviso mi guardi,
ti guardo e sospiri,
Io chiudo gli occhi,
tu distogli la vista,
Appena respiro,
mi faccio piccolina
e mi metto a tremare.
Y así pasan los días,
de lunes a viernes,
como las golondrinas
del poema de bécqer
y de estación a estación
en frente tú y yo
va y viene el silencio.
E così passano i giorni,
dal lunedì al venerdì,
come le rondini
della poesia di Bécquer
e di stazione in stazione
di fronte io e te
va e viene il silenzio.
Y de pronto me miras,
te miro y suspiras,
Yo cierro los ojos,
tú apartas la vista,
Apenas respiro,
me hago pequeñita
y me pongo a temblar.
E all’improvviso mi guardi,
ti guardo e sospiri,
Io chiudo gli occhi,
tu distogli la vista,
Appena respiro,
mi faccio piccolina
e mi metto a tremare.
Y entonces ocurre:
despiertan mis labios,
pronuncian tu nombre
tartamudeando,
Supongo que piensas
qué chica más tonta
y me quiero morir.
E allora succede:
si svegliano le mie labbra,
pronunciano il tuo nome
balbettando,
Suppongo che pensi
che ragazza stupida
e vorrei sprofondare.
Pero el tiempo se para
y te acercas diciendo:
Yo aún no te conozco
y ya te echaba de menos
Cada mañana rechazo el directo
y elijo este tren.
Ma il tempo si ferma
e ti avvicini dicendo:
Io non ti conosco ancora
e già mi mancavi
ogni mattina rifiuto il diretto
e scelgo questo treno.
Y ya estamos llegando
mi vida ha cambiado
un día especial
este 11 de marzo
Me tomas la mano,
llegamos a un túnel
que apaga la luz.
E stiamo già arrivando,
la mia vita ha cambiato
è un giorno speciale
questo 11 marzo
Mi prendi la mano,
arriviamo ad un tunnel
che spegne la luce.
Te encuentro la cara
gracias a mis manos,
Me vuelvo valiente
y te beso en los labios
Dices que me quieres
y yo te regalo
el último soplo de mi corazón.
Ti trovo la faccia
grazie alle mie mani,
Mi faccio coraggiosa
e ti bacio sulle labbra
Dici che mi ami
e io ti regalo
l’ultimo soffio del mio cuore.

 

Personalmente, non riesco ad ascoltare tutta la canzone senza che mi venga un nodo alla gola. Lo so, è robetta in confronto alla portata dei fatti tragici accaduti, ma è bella perché ci ricorda che quel giorno a Madrid, magari proprio ad Atocha, poteva esserci chiunque, ognuno con la propria vita… Vite quotidiane, vite piccole, vite senza luci della ribalta improvvisamente interrotte…